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Gli Dei della Natura, del Bosco...
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spero di non averne dimenticato nessuno, qui ne trovate molti: Il Sentiero d'Oro
IL DESERTO DEI MONOTEISTI CONTRAPPOSTO AL BOSCO DEI PAGANI POLITEISTI: RAPPRESENTAZIONE SIMBOLICA (http://digilander.libero.it/barb3/bosco.htm)
La
rappresentazione del Paganesimo Politeista è il BOSCO.
Il BOSCO rappresenta l'essenza stessa del
Paganesimo. Innanzi tutto c'è la diversità della fauna e della flora. Ogni
Essere è un DIO che determina sé stesso nell'oggettività nella quale
raggiunge la sua Coscienza. Qualunque azione è possibile per costruire la
propria vita. Nessuna azione è possibile che distrugga l'oggettività nella
quale il soggetto si è generato, pena la distruzione di sé stesso. Così
l'Essere Barbagianni può avere molti figli se ci sono molti Esseri Erbicole i
quali possono esserci se altri DEI hanno sviluppato loro stessi. Così sotto la
terra l'Essere Abete cerca di farsi strada fra le radici dell'Essere Faggio
mentre gli Esseri Insetti, gli Esseri Muffe, gli Esseri Funghi equilibrano il
tutto con le loro lotte per l'esistenza. Il risultato finale è che alla fine
dello sviluppo di queste contraddizioni il BOSCO, nel suo insieme, sarà più
ricco.
I Pantheon Pagani erano la stessa cosa.
L'insieme degli DEI garantiva lo sviluppo del DIO che li rappresentava. Il BOSCO
è un DIO che si sviluppa nell'infinito. Questo sviluppo è ottenuto mediante lo
sviluppo e la soluzione delle contraddizioni che al suo interno si esprimono.
Così, dovere di ogni parte del BOSCO è attrezzarsi per affrontare al meglio
quanto incontra e risolvere a suo favore le contraddizioni. Ogni Essere attrezza
al meglio gli Esseri della propria specie affinché riescano a risolvere in modo
migliore le contraddizioni a proprio favore. La capacità di ogni singolo
soggetto di fare del proprio meglio rappresenta la possibilità di sviluppo del
BOSCO e la sua capacità di rappresentarsi al meglio nell'oggettività in cui
diviene.
Così i figli di CRONOS sono un crogiolo!
Così i figli di NOTTE sono un crogiolo!
Ogni Crogiolo è un BOSCO!
ZEUS, POSEIDONE e ADE sono le tre
oggettività nelle quali si sviluppa ERA: l'Essere Natura. ESTIA e DEMETRA sono
uno il momento di sviluppo raggiunto e l'altro, DEMETRA, la tensione che spinge
a crescere e a dilatarsi nell'oggettività in cui un soggetto è divenuto. Il
suolo, il mare e l'atmosfera sono l'oggettività per i figli di ERA. ERA si
sviluppa solo se i suoi figli si sviluppano, solo se l'insieme delle specie di
cui è parte si sviluppano, solo se gli equilibri fra le specie che la formano
si fanno ESTIA per dilatarsi spinti dalla forza della crescita di DEMETRA.
I figli di CRONOS non sono padroni degli
Esseri Umani, ma vivono in essi come in tutti gli Esseri della Natura! Proprio
perché i figli di CRONOS vivono nei singoli Esseri, figli di ERA, diventa
imperativo per i figli di CRONOS favorire lo sviluppo di ogni singolo Essere e
di ogni singola specie. Trovare le migliori strategie di adattamento per
costruirsi nell'infinito.
Il BOSCO espande sé stesso quale
risultato dell'espansione dei singoli Esseri che lo compongono. Così i figli di
CRONOS possono espandere sé stessi soltanto se i singoli Esseri, figli di ERA,
espandono loro stessi.
Parlando come Esseri Umani; i figli di
CRONOS non necessitano di appropriarsi degli Esseri Umani perché loro dilatano
la loro esistenza anche negli Esseri Umani. Tanto più un Essere Umano sarà
coraggioso, tanto più coraggiosi saranno i figli di CRONOS. Tanto più un
Essere Umano sarà orgoglioso, e tanto più orgogliosi saranno i figli di CRONOS.
Tanto più un Essere Umano saprà sviluppare il proprio Potere di Essere e tanto
più svilupperanno il loro Potere di Essere i figli di CRONOS.
In quest'ottica scopriamo come gli DEI
delle società Pagane portano doni agli Esseri Umani affinché sviluppino il
loro Potere di Essere. Nelle religioni monoteiste è il dio padrone che impone
agli Esseri Umani di amarlo con tutto il loro cuore pena il terrore della
distruzione materializzata con roghi, torture e sgozzamenti.
Lo stesso discorso vale per i figli di
NOTTE e degli aspetti che presentano nella vita. I figli di NOTTE sono come
ERMES. In una mano reggono il Caduceo come simbolo della conoscenza e della vita
che si sviluppa e nell'altra la borsa di denari come simbolo dell'appropriazione
e del potere che dall'appropriazione ne deriva.
MOROS è il fantasma che
nasconde l'illusione della ragione o è il fenomeno che la ragione non comprende
e che l'Essere Umano può utilizzare?
KER è quanto subiamo
impotenti o è quanto determiniamo con le nostre scelte?
MORTE è quanto placa la
sete della disperazione o quanto si agognava per continuare a divenire
nell'infinito?
SONNO è il momento in cui
l'Essere Umano si ristora o è il momento in cui giunge l'abbandono alle
tempeste della vita?
La STIRPE
DEI SOGNI sono gli incubi che attanagliano la nostra impotenza o sono
viaggi nell'infinito sconosciuto?
BIASIMO
è
la mia imprecazione per non aver saputo valutare la situazione o è il dito
puntato di chi accusandomi vuole sottomettermi al suo giudizio?
SVENTURA è l'ammonimento della
mia attenzione affinché le mie azioni siano ponderate e accorte o è l'anatema
di chi volendo impedirmi l'azione mi indica i ceppi e i ferri roventi?
Le ESPERIDI
sono i mostri che mi impediscono di giungere alla conoscenza o sono i guardiani
che mi costringono a modificarmi e attrezzarmi per giungere alla conoscenza?
Le MOIRE
è il destino imposto dal padrone o dall'oggettività che subisco, o è quanto
costruisco con la mia volontà di adattamento soggettivo alle variabili
oggettive incontrate?
NEMESI è la vendetta del dio
padrone per il mio orgoglio e la mia presunzione o sono i miei pugni serrati e
la mia richiesta di giustizia?
INGANNO è l'arte con la quale
danneggio chi non si può difendere o è l'arte con la quale mi difendo da chi
vorrebbe ingannarmi e sottomettermi?
AMORE è l'emozione con la
quale travolgo gli apriori al mio sentire o sono le catene che bloccano e legano
i miei sentimenti?
VECCHIAIA
ROVINOSA nella quale si trascina il fallimento della propria esistenza o è
l'attesa del trionfo dell'Essere Umano atteso da HEKATE?
CONTESA (lasciamo perdere i
suoi figli) è la contraddizione nella quale costruisco il mio divenire o è la
distruzione di ciò che sono perché non attrezzato ad affrontarla?
I figli di NOTTE in una mano portano la
vita nell'altra la distruzione. L'Essere Umano può scegliere.
Può scegliere nel BOSCO che cresce dentro
di sé in relazione alle scelte che fa nel BOSCO della quotidianità. Le scelte
che farà faranno sorgere questo o quel dio. Questo o quel dio condurranno le
sue azioni. Suggeriranno i suoi adattamenti nell'oggettività nella quale si
trova a costruirsi.
Il Pagano Politeista vive sempre in un
BOSCO.
Sia nel BOSCO in quanto tale, che nel
BOSCO di Esseri rappresentato dalla società Umana. Come nel Bosco del mondo in
cui l'Umana ESTIA protegge la sua specie perché non arretri sulla via del suo
attrezzarsi per affrontare al meglio le battaglie dell'esistenza.
L'Essere della Natura e l'Essere Umano,
nel nostro caso, vive sempre in un BOSCO sia che questo sia il groviglio che
incontra nel mondo della percezione sia che sia il groviglio della sua psiche.
Un Pagano si costruisce. Per questo motivo
il BOSCO rappresenta i percorsi di costruzione come manifestazioni degli DEI.
Chi segue religioni monoteiste non si deve
costruire, è lui che è creato ad immagine e somiglianza di un dio padrone e a
quel dio padrone deve sottomettersi ed usare la violenza perché tutti, attorno
a lui, si sottomettano.
Egli è un fallito! Ha fallito la sua
costruzione o, se si preferisce, è stato sconfitto e appropriato da chi ha
lavorato perché fallisse. Il BOSCO della società umana deve essere appiattito
dai monoteisti secondo gli insegnamenti e le imposizioni del loro dio padrone.
Il loro BOSCO della percezione sarà popolato soltanto dai fantasmi quali
espressione delle loro fobie generate dai bisogni repressi per volere del loro
dio padrone. Nel loro cuore crescerà il DESERTO e i figli di NOTTE deporranno i
loro doni di sottomissione.
Per questo motivo il Paganesimo Politeista
può essere paragonato ad un BOSCO che si espande nell'infinito, mentre, le
religioni monoteiste, ad un DESERTO che dall'oggettività si espande nell'anima
di chi si sottomette.
Il DESERTO blocca lo sviluppo
dell'individuo. Nel DESERTO l'individuo è sperso e sgomento: lui appartiene al
DESERTO! Il BOSCO invita l'individuo ad attrezzarsi; il BOSCO gli fornisce i
mezzi per costruirsi; è una miniera fenomenologica nella quale l'Essere Umano
può scegliere, pescare e discriminare attraverso l'uso della sua attenzione
sorretta dalla sua volontà.
Attraverso il suo muoversi e discriminare
nel BOSCO l'Essere Umano scopre il DIO che cresce e si espande dentro sé
stesso. Riconosce gli DEI che compongono il BOSCO uguali a quelli che
germogliano dentro sé stesso. Riconosce un mondo di DEI; un Sistema Sociale di
DEI; i mondi della percezione popolati di DEI; la sua psiche quale espressione
delle contraddizioni di DEI; riconosce sé stesso un DIO fra DEI!
Ogni Essere si genera; ogni Essere è un
BOSCO di DEI!
Nel BOSCO ogni albero, ogni frammento
d'erba, ogni cespuglio, ogni insetto, ogni Essere animale è un DIO. Un DIO che
cresce e si espande in ADE, ZEUS e POSEIDONE, espressione di ERA generato da
ESTIA della sua specie e risponde alle necessità spinte da DEMETRA.
Riconoscendo questo fa del suo meglio per attrezzarsi; fa del suo meglio per
costruire il DIO di cui è espressione. Il BOSCO è l'equilibrio fra gli DEI.
Nel BOSCO non c'è obbedienza, ma
determinazione di costruire sé stessi nell'infinito. Un DIO fra DEI, generatosi
quale espressione di DEI che rivendica il proprio diritto di essere accolto in
quanto DIO!
Marghera 11 settembre 1999
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo